Oggi ho l’opportunità di entrare nel mondo di Eric Cancanelli, fondatore di ErixStudio, una figura pubblica che riesce a mantenere un alone di mistero attorno al suo lavoro. Dal doppiaggio alla localizzazione di contenuti rari, fino alla conservazione di materiali digitali introvabili, Eric ci racconta in prima persona come opera tra curiosità, passione e professionalità. In questa intervista, risponde alle domande che i visitatori del suo sito si pongono più spesso, svelando il dietro le quinte del suo lavoro e la filosofia che guida ogni suo progetto.

Domanda: Tutti ti conoscono, ma pochi sanno davvero cosa fai dietro le quinte. Come gestisci questa doppia percezione?
Risposta: Sono semplicemente una persona come tante, che ha avuto la ‘fortuna’ di conoscere i clienti giusti e di guadagnarne la fiducia grazie al mio modo di lavorare. Non nascondo nessun mistero, sebbene il materiale che tratto sia misterioso. Sono una persona comune.
Domanda: Quando hai capito che il tuo interesse per il materiale raro sarebbe diventato qualcosa di più di un semplice hobby?
Risposta: Non dimentichiamo che gestisco uno studio/scuola di doppiaggio. Le traduzioni per me e il mio team sono all’ordine del giorno. Una volta un cliente mi ha chiesto la localizzazione di un prodotto e io ho accettato. Ed è da lì che sono nate strane, ma belle collaborazioni. Il fatto che molti prodotti siano nel deep web non li rende “pericolosi”, ma semplicemente così di nicchia da scomparire facilmente.
Domanda: Cosa ti spinge ogni giorno a cercare, salvare e condividere questi contenuti, nonostante i rischi?
Risposta: I soldi. Non ci metto un attimo a rispondere. La maggior parte delle volte vengo pagato per farlo, altre volte vivo dell’immagine che c’è dietro. Ho i miei motivi per farlo, ma non posso dire altro, perché questo è un aspetto della mia vita che non desidero condividere… almeno per il momento.
Domanda: La tua immagine pubblica e le tue azioni “misteriose”: quanto sono strategiche e quanto spontanee?
Risposta: Non credo di essere un personaggio pubblico; sono semplicemente una persona che lavora con materiale strano. Non mi interessa farmi pubblicità con queste cose, anzi potrebbe diventare controproducente per la mia immagine. Ma dato che la gente vuole sapere, dico quel che posso dire.
Domanda: Ti senti più un narratore, un investigatore o un esploratore del mondo digitale?
Risposta: Credo di essere un custode. Se non fosse per me, molto materiale andrebbe perso per sempre e diventerebbe un lost media. Molti dicono che ciò che fai su internet rimane su internet, e in parte è vero, ma c’è talmente tanta roba che può andare perduta. Io ho un archivio fisico di tutti questi lavori, perché il solo pensiero che vadano persi mi fa rabbrividire.
Domanda: Una volta hai detto che conservi tutto in maniera analogica.
Risposta: La passione per il vintage ce l’ho sempre avuta, ma è durante uno dei miei tanti viaggi in Giappone che ho deciso di renderla più viva. Loro sono molto attaccati ai CD, ai floppy e alle cassette. Tutto il materiale che ho trattato l’ho trasferito su questi dispositivi per poi conservarli in una cassa di metallo.
Domanda: A proposito di questi lavori, dove li conservi?
Risposta: Con un mio collega abbiamo pensato di sotterrarli da qualche parte. Dove sono nato ci sono molti boschi, e una capsula del tempo messa lì nessuno l’avrebbe mai notata. Tuttavia, volevamo evitare di essere denunciati o di rischiare problemi con i proprietari del terreno. Per un po’ abbiamo tenuto questa cassa a casa. Poi un mio caro amico ha comprato una piccola fabbrica e mi ha invitato a vederla. Mi ha portato nel campo dietro di essa e mi ha mostrato un piccolo bunker di pietra, simile a un bunker antiaereo. Gli ho chiesto se lo usava e mi ha detto di no. Ora il materiale è custodito lì.
Domanda: Non ti chiedo se possiamo sapere dove si trovi, ma è possibile vedere almeno una foto?
Risposta: Assolutamente no. Ci sono persone che, vedendo la tipologia di grano accanto, riuscirebbero a individuarlo. Vi farò avere un’immagine fatta con l’intelligenza artificiale (ride).

Domanda: Ti muovi tra videogiochi, film e contenuti rari: quanto di ciò che condividi è frutto della tua curiosità e quanto è strategico?
Risposta: I miei amici raccontano sempre una barzelletta sul mio conto: c’è Eric e un altro nella stanza. A terra ci sono cento euro. La luce va via e i soldi non ci sono più. Chi li ha presi? L’altro! Perché Eric per 100 euro neanche si muove. Credo che questa storia dica già tutto sul mio conto.
Domanda: Se non sbaglio hai finanziato alcuni progetti.
Risposta: Più di alcuni! Ci sono molti materiali controversi che meritavano di essere finanziati. Ho dato volentieri dei soldi, a volte senza avere nulla in cambio. Ma mi piace pensare che, grazie a me, la libertà artistica rimanga viva.
Domanda: Hai mai avuto problemi riguardo al tuo lavoro?
Risposta: Ho sempre problemi. Una volta mi sono un po’ preoccupato quando un grosso cliente, appartenente a una nazione che preferisco non nominare, mi ha detto che se avessi fatto cavolate sarebbero venuti a prendermi e mi avrebbero processato da loro. Un’altra clausola era che, qualora avessi fatto qualcosa di illegale, avrei fatto meglio a denunciarlo prima a loro che alla polizia, perché se lo avessero scoperto dopo sarebbero stati guai. Non provo realmente paura… evidentemente ho qualcosa che non funziona.
Domanda: Molte persone giocano ai videogame o vedono prodotti che non sanno che hai tradotto, doppiato o finanziato tu. Come ti fa sentire?
Risposta: Onestamente? Non mi interessa. Non cerco la fama, non ne ho bisogno. Voglio solo che la gente veda.
Domanda: Ti sei mai trovato davanti a qualcosa di così disturbante da volerlo cancellare per sempre?
Risposta: Molte volte… ma io non sono nessuno per privare il pubblico del contenuto.
Domanda: C’è del materiale illegale in quello che fai?
Risposta: Mai! Abbiamo sempre massima attenzione in quello che facciamo e nulla rientra nell’illegalità. Nella dubbia morale, certo, ma mai nell’illegalità. Non rifiutiamo mai nulla, per questo gli artisti che si appoggiano a noi lo fanno a cuor leggero. Non abbiamo alcun tipo di giudizio o rifiuto, a meno che non siano prodotti contro la legge.
Domanda: Con te hanno lavorato anche molte persone conosciute nel mondo dello spettacolo.
Risposta: Sì, ed è una cosa che mi diverte molto. Guadagnano sicuramente di più in altri ambiti, ma la loro curiosità e la voglia di uscire dagli schemi li hanno portati a collaborare con me, chiedendo la maggior parte delle volte di rimanere anonimi. Non gli faccio una colpa, viviamo in un mondo che tende molto a giudicare, e il panorama italiano è un luogo molto chiuso. Ascoltate bene i prodotti della categoria “hot” e sentirete sicuramente qualcuno di familiare.
Domanda: Molti tuoi prodotti, parlo di quelli localizzati, sono introvabili. Come mai?
Risposta: Questo è un mistero anche per me. Io non mi occupo di metterli in onda, mi limito semplicemente a riconsegnare il materiale tradotto. A volte li vedo ancora lì, altre volte spariscono dopo due giorni o peggio, mai vengono pubblicati. Non ho la più pallida idea di che fine facciano.
Domanda: Hai qualche consiglio da dare a chi si vuole approcciare al mondo dell’arte?
Risposta: Sì, fate quello che volete!
